Lo scontro imperversa

by Mick

La battaglia raggiunge il suo culmine tra colpi d’ascia, tuonare degli zoccoli di cavallo, crepitare di fiamme e urla bestiali e gorgoglianti di una dozzina di orchi inferociti, quando all’improvviso un vento fortissimo inzia a soffiare attorno la radura. I fusti degli alberi si piegano e scricchiolano, i loro rami spezzati cominciano a vorticare in raffiche violentissime, cariche di neve e di aghi di pino e sangue e corteccia. Orchi ed ogre e umani sono costretti a chinarsi per mantenere la presa sul terreno. In mezzo al caos, con freddezza glaciale, il demone kalavakus fissa immobile Kay con i suoi occhi incandescenti, provando a penetrare nella sua volontà ancora una volta, e ancora una volta fallendo. Nel mentre, nel cuore dello scontro, il giovane mago della carovana in abiti invernali fugge nel fitto del bosco. Il cavaliere che era in sua compagnia, ricoperto del sangue regurgitato da uno dei gorebelcher, manda a segno una serie di affondi, combattendo assieme il suo cavallo con tempismo perfetto. A pochi passi di distanza Mark, il ranger di Highvale, continua a mietere vittime piazzando fendenti d’ascia con entrambe le mani, le lame che incidono a fondo le carni dei grossi orchi. Tarna viene presa di sorpresa da un mostruoso ogre, uno dei Thurgrosh dal naso mutilato. La bestia enorme e grottesca vibra un violentissimo colpo dal basso verso l’alto con una rudimentale clava. L’arma è troppo lunga per poter essere evitata e Tarna viene colpita in pieno addome dall’arma irta di uncini. Il colpo è profondo e lacerai muscoli a fondo. Un enorme fuotto di sangue segue l’arco della clava e cade sulla neve sospinto dal vento impetuoso, lasciando il fianco di Tarna a brandelli, strisce di pelle e carne penzolanti sul suo fianco. In pochi istanti, il vento si restringe in un anello sempre piu alto e stretto vicino Kay, fino a divenire una tromba d’aria dalla forma definita. Nel mentre, la radura si riempie di una nube pietrisco, neve fangosa e  radici che vorticano nell’aria rendendo impossibile vedere per piu di pochi passi. Il vento sporco gonfia abiti e genera un rumore assordante. Al formarsi del turbine diventa cosi violento da costringere chi si trova nei pressi di esso a camminare a carponi. Quasi venti metri piu in alto, in cima alla colonna di vento, due piccoli zaffiri di luce, simili a piccoli fulmini azzurri, osservano la scena, baluginando con silenzioso distacco. Negli istanti che seguono, il vortice si sposta sul campo di battaglia come un coltello. Il carro infuocato va in frantumi quando viene toccato dalla tromba d’aria, i pezzi ardenti risucchiati all’interno suo corpo, assieme a fumo e fiamme. La tromba d’aria viene diretta da Kay, che viene circondato da scariche di energie mistiche primordiali: i suoi occhi sono riversi all’indietro, i suoi capelli tutt’uno con il vento. I cadaveri, le armi, il terreno si sollevano in aria all’avvicinarsi del gigantesco elementale, che si muove con una furia senza limiti. Come una lama, il tornado passa con precisione assoluta sul campo inglobando l’ogre in corpo a corpo con Tarna, e tutti gli orchi che il gruppo stava affrontando, persino il glaciale kalavakus. I nostri si guardano attorno, cercando di vedere oltre la nube densa di detriti sollevati dall’elementale. Procedono a tastoni nel caos assordante, mentre dall’altra parte del campo, il demone, unico suprestite, è fuggito dal turbine ed ha raggiunto Kay in corpo a corpo…